Italia – Macedonia 3-2, analisi della partita e dei limiti della nostra nazionale

L’Italia, contro la Macedonia, non va oltre un rocambolesco 3-2, che però si sarebbe potuto trasformare in una “Caporetto” se non ci fosse stata la prontezza di Immobile, a segno con due gol e autore della rimonta (2-1 , 2-3) che ha permesso ai ragazzi di Ventura di portare a casa i primi 3 punti del girone di qualificazione al Mondiale di Russia 2018.

Sono tante le note negative che sono emerse dal match di ieri sera, in maniera particolare le scarse decisioni tecniche del CT, evidenziate dalla debolezza del centrocampo italiano, con Verratti affiancato da Bernardeschi e Bonaventura, che però non sono uomini di copertura bensì cavalli da corsa, pronti a sgroppare sulle fasce, cosa che ieri non hanno potuto fare.

Poco equilibrio e una Macedonia incredibilmente combattiva hanno portato ad una partita molto complessa per i nostri ragazzi, che sono andati in vantaggio per 1-0 con Belotti, raggiunti poi da Nestorovski al 57° e superati da Hasani due minuti dopo. Abbiamo dovuto attendere fino al 75° minuto per il pari e solo in zona Cesarini è arrivato il gol della Vittoria.

Poche le note positive della gara, tra cui la coppia di attaccanti, Belotti – Immobile, che già si conoscevano e che ieri hanno fatto più che bene. Per il resto, davvero poca Italia.

La cosa più “preoccupante” di tutte sono state le parole di Ventura a fine match, quando ha detto che la situazione attuale è dipesa anche da un problema di inesperienza dei giovani a centro campo. Per carità, ci può stare, ma bisognerebbe avere almeno l’onestà di riconoscere che è stata la formazione sbagliata il principale problema. Solo così si può andare lontano.

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